PASSEGGIATA PER ACQUE, PARCHI E MUSEI
Domenica 8 Ottobre 2017

IL COMUNE DI PORDENONE E L’A.S.D. EQUIPE PROMUOVONO LA QUATTORDICESIMA PASSEGGIATA DENOMINATA “PASSEGGIATA PER ACQUE,PARCHI E MUSEI” APERTA A TUTTI

 

Organizzazione: Associazione Sportiva Dilettantistica Equipe, con il patrocinio del Comune di Pordenone.

Partenza e Arrivo: da Piazza XX Settembre Pordenone.

Iscrizione: le iscrizioni sono aperte dalle ore 7.30 alla partenza.

Orario partenza: la partenza è prevista per le ore 9.30.

Tempo massimo: ore 2.30

Limiti di età: nessuno.

Punti di ristoro: lungo il percorso e all’arrivo.

Segnali percorso: frecce direzionali lungo il percorso.

Quote di partecipazione:

€ 5,00 per singola iscrizione
€ 4,00 a persona per gruppi familiari

La quota include:
 primi 300 iscritti riceveranno la maglietta della manifestazione.
 RISTORO PER TUTTI ALLA FINE DELLA MANIFESTAZIONE 

Assistenza Percorso: l’assistenza viene garantita dai vigili urbani e da
associazioni di volontariato.

Durante la manifestazione verranno raccolti fondi, a offerta libera,per la “Via di Natale”

 

ITINERARIO

 

 

 

PIAZZA XX SETTEMBRE. Ottocentesca piazza, punto centrale dei grandi eventi cittadini. È dominata dall’ex convento dei domenicani, da palazzo Cossetti, dalla Casa del Mutilato e dal teatro Verdi.
PIAZZA ELLERO DEI MILLE. Area di forte richiamo patriottico con al centro il monumento ai Caduti. È dedicata al garibaldino pordenonese Enea Ellero.
Via Bertossi. Una lapide su uno dei primi edifici ricorda la casa natale del garibaldino Giovanni Battista Bertossi. Accanto scorrela Roggia dei Mulini.
PIAZZA CAVOUR. Il luogo dei principali caffè storici pordenonesi, dove si formarono le idee
risorgimentali. Durante la lunga permanenza in città, Gabriele D’Annunzio era assiduo
frequentatore del Caffè Nuovo.
VICOLO DELLE ACQUE. Ricopre praticamente la roggia dei Mulini. All’inizio c’è l’antica scaletta che portava alla porta della Bossina, demolita agli inizi del ‘900.
PIAZZETTA PESCHERIA. Ricorda il vecchio mercato del pesce, sotto il ponte delle Monache.
CHIESA DEL CRISTO. In realtà è l’antica chiesa di Santa Maria degli Angeli, detta del Cristo per la presenza del grande crocifisso ligneo, al quale le credenze popolari accreditavano poteri
miracolosi.
VIA ROMA. Sotto la strada scorre la roggia dei Mulini. Il corso d’acqua rispunta in superficie nei pressi del castello, accanto all’edificio che era adibito a mulino.
PIAZZA DELLA MOTTA. La vera piazza dei pordenonesi, luogo di giochi, di divertimenti e di mercato.
VIA OSPEDALE VECCHIO. È situato nel borgo storico della città a più forte caratterizzazione veneziana. C’era l’ospedale cittadino (ora sede ristrutturata per uffici regionali).
VICOLO DELLE MURA. La città vecchia era tutta racchiusa dentro le mura medievali. A ricordo è rimasto ben poco: in uno stato di buona conservazione il portello Policreti.
VIA VENDRAMINI. La strada passa accanto all’antica loggia comunale del XIII secolo. I bombardamenti del 1944-45 distrussero il borgo più antico della città. L’edificio dell’istituto scolastico è stato ricostruito dopo la guerra.
VIA CODAFORA. Prende il nome dalla roggia che in parte scorre a cielo aperto. Costeggiava le antiche mura.
PIAZZALE IV NOVEMBRE. Sede dei giardini pubblici della città, luogo di memorie risorgimentali. Si caratterizzò proprio per alcune attività cospirative contro l’Austria. Fu
utilizzato per gare ciclistiche.
PARCO QUERINI. È stato fortemente compromesso dalla costruzione del centro direzionale che ha sacrificato anche la splendida villa Querini, la quale si affacciava sul laghetto.
CENTRO DIREZIONALE. Ha preso il posto del grande stabilimento delle ceramiche Galvani. In tempi antichi c’era il convento di Sant’Antonio inserito in un caratteristico borgo.
VIA DAMIANI E VIA DE PAOLI. Le strade costeggiano il grande parco privato dei Porcia.
VIA CAIROLI. Passa accanto a villa Ottoboni, privata nel dopoguerra della lunga barchessa immersa in un vastissimo parco.
VIA MATTEOTTI. La strada è caratterizzata da due simboli dell’architettura fascista: l’ex Casa del fascio (che poi è stata sede dell’Ariete e della Questura) e l’ex Casa del balilla (poi sede della Fiera).
PARCO SAN VALENTINO. Al centro del rigoglioso parco c’è il laghetto, che fu sfruttato sino in epoca recente dall’antico opificio, ora ristrutturato.
TORRE. È la parte più antica di Pordenone, di sicure origini romane come attestano i ritrovamenti archeologici. Di rilevante interesse storico sono il castello e la chiesa-matrice di Pordenone, dedicata ai santi Ilario e Taziano.
SEMINARIO. Fu spostato da Portogruaro a Pordenone nel 1919, dopo alcune dispute. Fu costruito mediante ristrutturazione e successivi ampliamenti di una ottocentesca casa
padronale immersa in una tenuta vastissima, a ridosso del Noncello. Negli anni ‘60, periodo del boom delle vocazioni, sfiorò il tetto delle 250 iscrizioni
CENTRO DIOCESANO. Sorge su una piccola altura vicino alla strada d’accesso al seminario. È stato costruito negli anni ‘80 su progetto del famoso architetto Othmar Barth di Bressanone.
PIAZZA RISORGIMENTO. Fu realizzata a metà anni ‘50, utilizzando un’ampia e disordinata
boscaglia, per riorganizzare il servizio dei trasporti pubblici.

LA CITTA' - CENNI STORICI

“Pordenon è bellissimo, pieno di caxe, con una strada molto longa, si intra per
una porta e si ensse per l’altra. Va in longo. È protetor San Marco. Fuori di la porta
di soto è una acqua chiamata Novicello” – Marin Sanudo, 1483

Pordenone è una città che mette assieme varie caratteristiche fondamentali:
l’acqua dei fiumi e dei laghetti, il verde dell’ambiente, la solida ossatura delle
aziende manifatturiere e la cultura. Tutti questi elementi sostengono ancora
sia gli indici economici sia i livelli di qualità della vita. Sono i valori che hanno
sempre legato tra di loro i passaggi storici più importanti. L’acqua ha fatto
la fortuna di Pordenone. Ha sempre rappresentato la sua radice identitaria:
Portus Naonis, l’antico porto sul Noncello. Tutt’attorno all’approdo fluviale, su di
una piccola altura che lo proteggeva dalle alluvioni, si allargò il primo borgo,
dominato dalla loggia comunale, dalla chiesa di San Marco e dal castello. Il
poeta Ettore Busetto descrisse, in versi dialettali, il nucleo d’origine della città:
«rampegà su la riva del so fiume / come una roca senza gran pretese». E la città
proseguì la sua crescita “in longo”. Infatti, racchiuso nella “lunga calle” di corso
Vittorio Emanuele c’è tuttora il cuore di Pordenone.
Gli abbondanti corsi d’acqua alimentarono dapprima gli intensi commerci. I
riferimenti al ricco patrimonio idrico erano ricorrenti nelle cronache scritte di
tutte le epoche: «attraverso il fiume vengono da Venezia e vanno barche assai
grosse». La ricchezza d’acqua contribuì in maniera decisiva a sostenere la vera
rivoluzione industriale pordenonese, che prese le mosse prima dai piccoli opifici
dei battiferro, dai mulini lungo le rogge e dalle corderie; successivamente
dalle cartiere e dalle ceramiche; quindi dai grandi cotonifici e dalle filande.
Nel dopoguerra, il boom venne alimentato dalle fabbriche metalmeccaniche,
sotto la guida di imprenditori lungimiranti, che oltre alle imprese avevano a
cuore le sorti della città. Attorno a quegli stabilimenxti, in tempi più recenti, si
è ramificata una fittissima rete di piccole imprese, che ha garantito una buona
diversificazione delle attività produttive. Per questo Pordenone è conosciuta
ovunque come realtà laboriosa, intensamente industrializzata, capace di
crescere anche nei periodi più difficili grazie ai suoi slanci innovativi.
In realtà all’origine della città c’era l’acqua, che rappresentava un immenso
tesoro di energia per la crescita a buon mercato. E l’acqua in effetti ha permesso
l’allargamento degli orizzonti economici di quello che veniva descritto come
un piccolo paesotto, scarsamente popolato. L’intenso lavoro ha sostenuto lo
sviluppo complessivo, sotto vari profili: da quelli produttivi a quelli demografici,
da quelli culturali a quelli istituzionali. I benefici della “cultura del fare”
hanno sempre stimolato le professioni e le arti, al punto tale che Pordenone
è diventata il punto di riferimento di un territorio più vasto, oggi riconosciuto
come uno dei più dinamici del Nordest. L’economia è stata il vero motore
dello sviluppo. Così, da una continua contaminazione tra imprese e società, il
paesotto dei tempi lontani è oggi una “vera” città, capoluogo di provincia, con
solide radici culturali.

Giuseppe Ragogna

 

ALLA SCOPERTA DEI MUSEI E DI UNA PORDENONE
A MISURA D’UOMO


Il Noncello con le sue rogge offre la straordinaria opportunità di dare vita ad un sistema
integrato natura/cultura che – unendo bellezza ambientale, storia, arte e civiltà – rende
Pordenone una città unica.
Con questa iniziativa, che rappresenta una seconda significativa sperimentazione di un
possibile collegamento pedonale fra i musei, vogliamo condividere una nuova e particolare
visione della Città, dove lentezza e sostenibilità, sono fattori di innovazione e rigenerazione
urbana.

– Stefano Tessadori, architetto


IL COMUNE DI PORDENONE


Immersa in un territorio di suggestiva bellezza, vicina alle spiagge dell’Adriatico, ma anche
a splendide località montane; Pordenone è una città estremamente vitale ed in costante e
rapido sviluppo. Offre al visitatore, così come ai suoi cittadini, molteplici immagini di sè: dalla
città moderna e all’avanguardia, ai primi posti per commercio e industria nel Triveneto, a città
ricca di storia con un passato ancora vivo e presente nelle tradizioni locali.
Patria di medioevali viaggiatori come Odorico, e di grandi artisti come Antonio de Sacchis,
detto il “Pordenone”, proprio in onore della sua città, ma anche di grandi imprenditori come
Antonio e Lino Zanussi, è una città in grado di coniugare il proprio patrimonio culturale con le
esigenze della moderna società. È piacevole perdersi per le vie del bel centro storico o fra le
sale del ricco Museo d’Arte, o ancora nell’incanto della sua Cattedrale, ma senza dimenticare
l’ambiente circostante, ricco di spazi verdi ed acque.


ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA EQUIPE


L’Associazione Sportiva Equipe, fondata nel 1987, e presieduta dal Prof. Luciano Sgrazzutti, ha
sempre privilegiato la promozione della pratica delle attività motorie e della cultura sportiva,
con proposte rivolte a tutte le fasce di età, dall’infanzia alla cosiddetta terza età.
Il concetto base che ha guidato la programmazione delle varie iniziative è stato il considerare
lo sport non tanto nel suo aspetto agonistico, ma piuttosto come importante complemento
nell’acquisizione e del mantenimento del benessere psicofisico.

 

WALKING PORDENONE PERCORSI URBANI E CULTURALI

 

La Passeggiata per acque, parchi e musei di Pordenone è
uno dei sette percorsi urbani che il Comune di Pordenone
ha mappato, con la consulenza del dottor Antonio
Ciro Francescutto, della maratoneta Paola Mariotti e la
collaborazione dell’ ASD Equipe, che ha ispirato questo
progetto. Pordenone Walking nasce infatti dalla volontà
di coniugare l’attività fisica ed il benessere, e possibilità di
conoscere ed ammirare le zone di interesse della Città.
I tracciati non presentano particolari difficoltà, e possono essere facilmente percorsi,
camminando, da persone di qualsiasi età.
Attualmente diversi gruppi di appassionati si riuniscono – con cadenza quasi giornaliera –
per percorrere questi itinerari, che sono parte integrante di tutti i Borghi della Città di
Pordenone. Ogni appuntamento è gestito da un volontario, mentre l’elenco delle uscite,
sempre aggiornato, si può trovare nella Community Facebook #PordenoneWalking, accessibile
liberamente a tutti. L’adesione è libera, e chiunque può proporsi per gestire una uscita: il
libretto che descrive i singoli percorsi è in distribuzione presso l’Informagiovani